Che è… che è stato… che è succies? 7a Giornata.

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Ne vogliamo parlare ? Sieti sicuri di volerne parlare ? E allora parliamone. Serenamente, però.
La settima di campionato un piccolo solco lo ha già tracciato: e mo’… mo’ ci vuole coraggio a restare a guardare fino a maggio. Lo scudetto quelli la, state sicuri, non se lo tolgono da petto. Manc’ muort’.
Dopo poco più di un sesto del torneo, in cima alla lista è ritornata così la solita capolista, quella che ha primeggiato negli ultimi 8 anni. Anche stavolta si è sistemata lassù e difficilmente scenderà giù.
Cinica, caparbia, quadrata, fortunata, ben assemblata, di tanto in tanto aiutata, lautamente sovvenzionata… è comunque una squadra follemente allenata. Si, proprio così: follemente.
Perché solo una diabolica e folle mente manageriale poteva partorire l’idea di offrire la panchina dei bianconeri a Sarri. Quello che un tempo era il nostro Sarri. Il comandante s’è girato… direbbero i boss.
Ed ora, se al buono (giocatori di alto livello) si lega il bello (schemi di gioco sarriano), ci sarà ben poco spazio per tutte le altre squadre. Napoli compreso, ovviamente.
La vittoria della Juve a Milano, nello scontro diretto contro l’Inter, è stata più che netta: a mio avviso, può addirittura avere anche un effetto devastante, dal punto di vista psicologico, sul prosieguo del torneo.
Se l’Inter esce con le ossa rotte dalla sfida al vertice, il Napoli si ritrova invece con un gran mucchio di ammaccature ed un sacco di dubbi in più dopo il confronto con l’altra piemontese, quel Torino tutto grinta e muscoli che ha avuto la forza di rigenerare persino Verdi, l’ex di turno.
Diciamocelo con estrema franchezza, dimenticando per 1 minuto appena di essere tifosi: il Napoli, per il calcio che ha sin qui mostrato nel primo scorcio di campionato, occupa il giusto posto in classifica. Quarto.
Nelle recenti interviste, ho sentito mister Ancelotti parlare ancora di corsa scudetto e non posso che chiedermi schiettamente: ma quant’ vin’ t’ stai v’venn’ a tavl’ tutt’ e juorn’ Carlè ? Ma over’ fai ?
In modo pungente e puntuale le pagelle di Felice hanno ben delineato la prestazione dei nostri beniamini: alcuni son sembrati lontani assai dalla forma migliore, altri persino poco coinvolti nelle trame di gioco, altri ancora svogliati e privi di quella giusta dose di cattiveria. Ma addò jamm’ accussì cumbinat’ ?
Ma l’avete vista la faccia di Ghoulam quando è entrato in campo per sostituire lo sfortunato Hysaj ? La sua espressione facciale era a metà strada tra un risveglio dalla pennichella pomeridiana e un involontario equivoco per un disdicevole scambio di persona.
Troppo confuso e brutto è apparso il gioco mostrato dagli azzurri. Anziché fare un passo in avanti, son stati fatti due e più passi indietro. Tocca correre subito ai ripari, prima che anche quest’anno vinceremo poi l’anno prossimo.
Detto brevemente del big match e della sfortunata partita dei partenopei, vediamo quanto è successo negli altri scontri andati in scena nell’ultimo week end.
La Spal è ritornata alla vittoria battendo con merito un Parma piuttosto giù di tono, dove ha brillato il solo Sepe, ex portiere azzurro, autore di pregevoli interventi che hanno impedito al risultato di essere più rotondo.
Il Verona ha invece liquidato una Samp sempre più in crisi di risultati. Gli scaligeri sono apparsi tonici e determinati a far valere il fattore campo. Per i doriani è imminente il cambio in panchina: il vulcanico presidente della Samp ha già dato il benservito a mister Di Francesco. Ultimi in classifica, Quagliarella e compagni hanno assoluto bisogno di un cambio di passo per evitare una pericolosa deriva.
Il Milan, in modo piuttosto rocambolesco, ha espugnato il campo dell’altra ligure. Il Genoa, nonostante una prova di carattere, ha ceduto malamente il passo, fallendo anche un penalty nei minuti conclusivi. Tra i rossoneri ha brillato nella notte del sabato la pelata di Reina: prima ha fatto una gigantesca papera sul gol genoano, poi si è riscattato alla grande parando il rigore del possibile pareggio. La conquistata vittoria comunque non ha messo al riparo la panchina di mister Giampaolo: si dà per certo l’arrivo del filosofo Spalletti. Pronti a ricominciare l’ascolto delle sue elucubrazioni pallonare ?
La Fiorentina, pur faticando oltre misura, ha avuto ragione di un’Udinese estremamente guardinga che però ha capitolato poco dopo la metà del secondo tempo. Il solito lungagnone Milenkovic, su azione di calcio d’angolo, ha schiacciato di testa in rete in modo perentorio (ricordate il gol del 2 a 2 contro il Napoli in agosto?… in fotocopia.). L’innesto di Ribery sta cominciando a portare frutto nella Viola.
L’Atalanta dell’indomito Zapatone e dello spumeggiante Gomez ha fatto un solo boccone del Lecce. I bergamaschi hanno rinsaldato il terzo posto in classifica e, ad onor del vero, per la brillantezza del gioco che hanno sin qui messo in mostra, potrebbero giustamente ambire anche ad insidiare le prime due del torneo.
Tra Bologna e Lazio è stato una girandola di gol, espulsioni e colpi di scena. Ai rossoblù, due volte in vantaggio, ha risposto il bomber Immobile che ha realizzato prima il gol dell’1 a 1 e poi quello del due a due. I biancazzurri hanno avuto anche la chance, nei minuti conclusivi, di fare bottino pieno ma il penalty calciato da Correa è finito sulla traversa. In panchina per i felsinei si è rivisto l’allenatore Mihailovic: questa si che è una vittoria. Per lui, per i bolognesi, per tutti noi.
Il Cagliari a Roma ha replicato la stessa partita fatta a Napoli ma non gli è andata del tutto bene come al San Paolo. I sardi sono riusciti a portare via solo un punto, grazie soprattutto alle parate dell’estremo difensore Olsen, pronto a prendersi una rivincita contro la sua ex squadra. Ai giallorossi non è andata proprio giù la decisione dell’arbitro che ha annullato un gol: animi accesi a fine gara, con il tecnico capitolino che ha ripetutamente inveito contro l’arbitro Massa (appena rientrato da un periodo di sospensione per il rigore dato a Mertens nella prima di campionato).
La partita del venerdì sera, anticipo degli anticipi, tra Brescia e Sassuolo è stata rinviata al prossimo dicembre.
Bene, ora c’è la sosta per le partite della nazionale di calcio. Abbiamo ben tre partenopei che sono stati arruolati per la causa: Insigne, Meret e Di Lorenzo. Speriamo tornino carichi di energia per la ripresa del campionato che vedrà il Napoli impegnato al San Paolo contro il Verona: solo sulla carta appare un match agevole. I veneti non smettono mai di correre e gli azzurri dovranno fare del loro meglio per conquistare i tre punti in palio. Carlè, per favore, smettila di fare esperimenti. Stai ‘nzallanenn’ a tutt’ quant’.
Andrea P&B 😊

Spal-Parma 1-0
Verona-Samp 2-0
Genoa-Milan 1-2
Fiorentina-Udinese 1-0
Atalanta-Lecce 3-1
Bologna-Lazio 2-2
Roma-Cagliari 1-1
Torino-Napoli 0-0
Inter-Juventus 1-2
Brescia-Sassuolo rinv.

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Tifoso del Napoli dai tempi del maestro Luis Vinicio, sognatore da sempre, fotografo mancato e strimpellatore convinto di strumento a sei corde, bancario fedele ultratrentennale, laureato in economia aziendale alla tenera età di 50 anni, sposato con prossima vista sulle nozze d’argento con due figli parimenti tifosi del Napoli sin dalla nascita, provo a seguire gli insegnamenti del Cristo Gesù e di tanto in tanto mi cimento a parlare di pallone… ma solo a mente fredda. Non odio la Juventus, mi limito solo ad evitarla scrupolosamente per non cadere in tentazione! Saluto di solito con “Pace e Bene”… e qualcuno recentemente mi ha apostrofato proprio così, “Andrea Pace e Bene”. Mi sembra una buona idea per il mio nick name da provetto blogger azzurro. Andrea P&B.

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