Siamo sicuri che l’altezza è mezza bellezza? Mertens e Insigne non so’ d’accordo…

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La 35esima giornata di campionato, andata in scena tra venerdì e lunedì, ha visto il Napoli nuovamente vittorioso, stavolta contro quei simpaticoni provenienti dall’isola sarda. Vittoria sofferta, anzi di più drammaticamente sofferta. Match risolto con il provvidenziale intervento del VAR che, dopo aver sviluppato nuove teorie trigonometriche ed antropomorfe, ha permesso a Lorenzo il Magnifico di segnare un penalty a tempo scaduto o quasi.
La partita non è stata entusiasmante, anzi è stata piuttosto bruttina. Sotto di un gol (quoque tu Pavoletti!) gli azzurri, che schieravano in campo le controfigure di Verdi (mammamà!), Allan (n’est pas possible!) e Zielinski (Marek vienm’ nsuon’!), nonché Younes a corrente alternata ed Hysaj e Ghoulam a ballare l’ultimo successo di Tullio De Piscopo, “andamento lento”, hanno cominciato a macinare trame di gioco alquanto accettabili solo nell’ultimo quarto di gara. Mertens ha suonato la carica ed Insigne ha cantato la canzone finale quando già scorrevano i titoli di coda. Insomma, una vittoria conquistata con tanta abnegazione ed altrettanta fortuna. Meritevolmente s’intende!
Il Napoli ha vinto, così come hanno vinto la Spal, l’Atalanta ed il Milan. Il quart’ultimo turno del torneo ha emesso anche un nuovo verdetto, in parte già scritto nelle settimane passate: il Frosinone ha salutato la serie A ed è ritornato in cadetteria dopo poco meno di un anno. I ciociari hanno pareggiato a Sassuolo e, matematicamente, non hanno più possibilità di raggiungere la salvezza. Forse, a ben vedere, non l’hanno mai avuta sin dall’inizio del campionato. A proposito di pareggi, oltre a Frosinone e Sassuolo, hanno pareggiato Rubentus e Torino, Udinese ed Inter, Parma e Samp, Genoa e Roma. Vediamo nel dettaglio, seppur brevemente, come sono andate le cose.
RUBENTUS-TORINO 1-1. Ai granata, nel match del fraidei nait, ovverosia o’ viennarì ser’, quasi riusciva il colpaccio della vittoria in casa della signora zebrata. A lungo in vantaggio, il Toro si è fatto raggiungere quando mancavano appena 5 minuti o poco più al termine della gara. Per mister Mazzarri ed i suoi giocatori, artefici di un girone di ritorno molto positivo, è rimasto tanto amaro in bocca e la certezza di veder sfumata o quasi l’impresa di rincorrere un piazzamento in C.L. Per i serpentini, invece, il secondo pari di fila. Che dire: dopo aver vinto il triplete è naturale un certo appagamento per i pluriscudettati, no? No? Non hanno vinto il triplete? Caspita, una brutta tegola: per mister Agnelli gne gne e tutti i suoi compari allora è stata proprio una stagione fallimentare!
CHIEVO-SPAL 0-4. Gli emiliani hanno imperversato in lungo e in largo sul campo clivense. È stata una partita giocata quasi ad una porta sola, con Felipe, difensore ferrarese, nei panni del mattatore ed autore di una doppietta. Per i biancazzurri guidati da mister Semplici è stato il sesto successo colto nelle ultime otto partite giocate. In totale 19 punti conquistati sui 24 a disposizione. Una striscia di risultati positivi che ha consentito agli spallini di raggiungere la seconda salvezza di seguito nella massima serie. E per domenica prossima, a Ferrara, sarà di scena il nostro Napoli. Farà parte della festa oppure gli faranno la festa secondo voi? Ad ogni modo, qualcuno per favore metta Felipe e tutti i suoi compagni a riposo, vicino al buffet di patatine e pop corn.
UDINESE-INTER 0-0. Partita veemente. Veramente veemente. Assaj’ veemente. Talmente veemente che il filosofo Spalletti, mister degli ex antagonisti del campionato, nun ha capit’ ancor’ pecché a squadra soj’ nun è stat cats’ e’ vencer’. I friulani hanno lottato coi denti pur di non far passare i nerazzurri alla Dacia Arena. Sono andati anche vicini al gol ma, a dirla tutta, hanno pure rischiato di subirne. Il pari è una mezza sconfitta per entrambe le squadre; la posta in palio era tanto elevata: tre punti per l’Inter, come trampolino di lancio per un posto assicurato in C.L., e tre punti pure per l’Udinese, come volo diretto verso una miglior posizione nella lotta per evitare il baratro della serie B. Alla fine un punto appena ciascuno per alimentare le rispettive speranze.
EMPOLI-FIORENTINA 1-0. Il derby tutto toscano è stato vinto dalla squadra che, alla fine, è risultata essere la più affamata di punti. Risultato poi che è stato blindato in modo più che decisivo dal portiere dei blues: Dragowski. L’ennesimo polacco in formato armadio di 191 cm con due mani di 85 cm l’una che, in modalità saracinesca abbassata, non hanno fatto passare neanche un pallone. E pensare che il gigante paratutto è stato dato in prestito all’Empoli proprio dalla Fiorentina. Per la Viola, purtroppo, è maturata la quarta sconfitta nelle ultime cinque gare giocate in campionato. Da quando mister Montella è seduto in panchina sin qui neanche una gioia. In classifica l’Empoli si è avvicinato all’Udinese (-2 punti) ed al Genoa (-4 punti): a tre gare dal termine i blues continuano a sperare nella salvezza. E secondo me fanno bene!
PARMA-SAMP 3-3. Il risultato è piuttosto bugiardo. Poteva finire anche 89 ad 89, come una partita di basket, oppure 25 a 25, come un match di volley, o ancora 11 ad 11, come una bella partita di scopa, con le carte rigorosamente napoletane. Squadre gemellate in stile volemose bene, magliette celebrative dell’evento… e vuoi vedere che non ci sarebbe scappato il pari qualsiasi sia stato lo sport scelto per la sfida? Ma si, dai. Quagliarella ha segnato una doppietta ed ha raggiunto la cifra di 25 gol, restando così saldamente in testa alla classifica dei cannonieri. Girandola di marcature (6) e di cartellini rossi (2). Gli emiliani raggiungono i 38 punti in 14esima posizione mentre i doriani arrivano a 49 punti, noni in graduatoria. Non è stata una vera e propria partita di fine stagione ma quasi. Di mezza stagione, va.
SASSUOLO- FROSINONE 2-2. I ciociari hanno salutato la serie A con una prestazione in chiaroscuro. In vantaggio di due gol si sono fatti raggiungere dai padroni di casa sul pari. C’è un po’ di tristezza per la retrocessione dei canarini laziali che, tutto sommato, hanno messo in mostra anche dei giovani interessanti come Pinamonti e Cassata che di certo troveranno presto una sistemazione in una squadra più prestigiosa. Per i neroverdi di casa una partita di ordinaria amministrazione o quasi. A momenti lasciavano agli avversari l’intera posta in palio. Poi hanno invece avuto un momento di sussulto e nel giro di dieci minuti, a metà del secondo tempo, hanno equilibrato ben bene il match. I neroverdi, a 42 punti, sono decimi in classifica. I ciociari, a 24 punti, sono penultimi.
LAZIO-ATALANTA 1-3. I bergamaschi, con il piglio della grande squadra, hanno conquistato in modo cristallino la vittoria contro i diretti avversari laziali. Sotto di un gol subito ad inizio del match, gli atalantini hanno poi cominciato a macinare il loro bel gioco e, rint’ a na vutat’ r’uocchi, hanno messo al tappeto la resistenza degli aquilotti con un secondo tempo giocato a velocità supersonica. I biancazzurri di casa annaspavano mentre i lombardi imperversavano da tutte le parti in direzione della porta di Strakosha che, per quanto è stato possibile, ha salvato il salvabile. Ormai la squadra di mister Gasperini gne gne è la vera sorpresa del campionato: tanti giovani promettenti in vetrina, tanta corsa nelle gambe, tanta capacità di far gol, tanta bravura nell’imporre il proprio ritmo, tanti punti in classifica insomma. Ben 62 per la precisione, uno appena sotto all’Inter dei campioni strapagati profumatamente. Per i laziali la sconfitta ha segnato forse il capolinea nella rincorsa verso un piazzamento in C.L. Con ogni probabilità la squadra di mister Inzaghino punterà tutto sulla finale di coppa nazionale per dare un significato alla stagione biancazzurra.
GENOA-ROMA 1-1. Gran bella partita con occasioni su entrambi i fronti. In evidenza i portieri delle rispettive squadre. In vantaggio i giallorossi a poco meno di 10 minuti dal termine della gara con El Shaarawy, sono stati poi raggiunti al 91esimo da Romero su una delle ultime azioni dei rossoblù di casa, ed hanno anche rischiato di soccombere quando si sono visti assegnare contro un rigore a tempo praticamente scaduto. Paratona di Mirante, autore del fallo da rigore, che ha stregato Sanabria presentatosi dal dischetto con la vittoria a soli 11 metri di distanza. Il pareggio, al pari di quanto successo nella gara friulana tra Udine de Inter, non è stato ben accolto da nessuno dei due rispettivi mister. Mister Prandelli: “Il rigore è una ferita che fa male, doveva tirarlo Criscito”. Mister Ranieri: “Peccato per il pareggio ma non molliamo”.
NAPOLI-CAGLIARI 2-1. Strabiliante affermazione dei partenopei, con i piccoletti Mertens ed Insigne sugli scudi. Bravi, bravi, bravi! Non mancate di leggere le pagelle di Felice, così ne saprete di più sul match e, soprattutto, sul secondo posto matematico del Napoli.
MILAN-BOLOGNA 2-1. I rossoneri hanno vinto con più di un pizzico di sofferenza, e grazie ad un paio di parate eccezionali del fenomeno Donnarumma, una partita fondamentale per non perdere il treno europeo che sembra passare veloce a soli pochi punti di distanza. Era dallo scorso 13 aprile che i giocatori del boss a bordo campo non coglievano il successo pieno al cospetto del proprio pubblico. In vantaggio di due reti, i rossoneri hanno rischiato grosso verso il finale del match quando gli emiliani sono prima riusciti ad accorciare le distanze e successivamente a sfiorare il gol del pareggio. Intanto in panchina è andata in scena l’ennesima puntata della sceneggiata rossonera “Poltrone brucianti”, che ha visto stavolta protagonisti Gattuso e Bakayoko dopo che poco più di un mese fa aveva invece visto protagonisti Biglia e Kessie. Insomma, è pericoloso stare in panchina al Milan: volan’ paccher’ a man’ smerz’ comm’ si nient’ foss’.
Bene. Anche il quartultimo turno del massimo campionato è ormai storia. Per il Napoli è già tempo di una fantasiosa campagna acquisti che alimenta più le pagine dei quotidiani sportivi che le speranze di tutti noi tifosi. Di sicuro ci sarà chi partirà, chi verrà, chi resterà. Ma ci sarà anche chi forse avimma suppurtà: ma no, non sto parlando di Verdi e neanche di Mario Rui. Loro che c’entrano? Eh, che c’entrano? Che c’entrano col Napoli? Ancelotti, pensaci tu! Forza Napoli!
Andrea P&B.

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Tifoso del Napoli dai tempi del maestro Luis Vinicio, sognatore da sempre, fotografo mancato e strimpellatore convinto di strumento a sei corde, bancario fedele ultratrentennale, laureato in economia aziendale alla tenera età di 50 anni, sposato con prossima vista sulle nozze d’argento con due figli parimenti tifosi del Napoli sin dalla nascita, provo a seguire gli insegnamenti del Cristo Gesù e di tanto in tanto mi cimento a parlare di pallone… ma solo a mente fredda. Non odio la Juventus, mi limito solo ad evitarla scrupolosamente per non cadere in tentazione! Saluto di solito con “Pace e Bene”… e qualcuno recentemente mi ha apostrofato proprio così, “Andrea Pace e Bene”. Mi sembra una buona idea per il mio nick name da provetto blogger azzurro. Andrea P&B.

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