Mister 2 Miliardi

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Nell’estate del 1975 faceva un gran caldo dalle nostre parti, proprio come accade oggi. Ma quell’estate di 42 anni fa non viene ricordata solo per il caldo torrido né perché il governo, presieduto per la quarta volta da Aldo Moro, cercava laboriosamente soluzioni per la difficile crisi economica (proprio come accade oggi).
I tifosi partenopei un po’ più attempati ricordano quell’estate perché il Napoli fece un exploit al “cacciomercato”: riuscì clamorosamente ad acquistare dal Bologna, prima che lo facesse la Juve, il capocannoniere Beppe Savoldi per una cifra di 2 miliardi di lire.
Mai prima di allora era stato pagato tanto il cartellino di un giocatore di calcio (a quel tempo il diritto alle prestazioni sportive di un tesserato si definiva proprio così, col termine cartellino).
La mossa dell’allora presidente del Napoli, Ferlaino, ebbe un effetto quasi destabilizzante nell’opinione pubblica in considerazione del periodo di generali difficoltà che si viveva all’epoca, ma, soprattutto, generò euforia nel popolo dei tifosi partenopei che nella stagione precedente, con Luis Vinicio in panchina, avevano sfiorato il tanto agognato scudetto. Infatti, con soli 2 punti di distacco, il Napoli era purtroppo arrivato secondo a ridosso della squadra della Fiat (a quel tempo la FCA olandese neanche esisteva). In quel campionato 74/75 malauguratamente la squadra bianconera sconfisse il Napoli sia all’andata che al ritorno (al S.Paolo subimmo una batosta tennistica per 6 a 2, mentre al Comunale di Torino una rete del “traditore” Altafini invece fissò il 2 a 1 conclusivo).
A quel tempo avevo 9 anni e l’acquisto del bomber di origini bergamasche ebbe per me l’effetto terapeutico di farmi dimenticare la delusione del campionato 74/75 per il trionfo solo sfiorato.
Con l’acquisto di Savoldi, l’intento del presidente del Napoli era quello di provare a colmare il piccolo gap con la squadra bianconera per il successivo campionato; tuttavia fu sacrificato nella trattativa il nostro centravanti Clerici, ben integrato nel gioco di Vinicio, che passò al Bologna come parziale contropartita di quei 2 miliardi di lire.
Il Napoli con Savoldi non fu più quello dell’anno prima ed anche nella stagione 75/76 lo scudetto non cambiò città di residenza, ma solo squadra: il Torino dei gemelli del gol Pulici e Graziani vinse infatti quel torneo.
I partenopei scivolarono al quinto posto finale ed i 2 miliardi di lire dell’epoca, non si rivelarono, in fin dei conti, un buon investimento per il Napoli.
La somma che quasi fece gridare allo scandalo, convertita e rivalutata, oggi sarebbe pari a circa 12 milioni di euro.
Con una cifra sensibilmente inferiore, è bene ricordare, è stato acquistato nel 2013 Dries “Ciro” Mertens… che bomber ci è diventato in maglia azzurra !
Saprà regalarci lui quest’anno ciò che non fu in grado di regalarci Beppe Savoldi ?
Io ci conto… ma senza fare tanti calcoli !

Andrea. P&B.

ps: lo stipendio annuo di Savoldi fu di 70 milioni di lire dell’epoca, pari oggi a circa 400mila euro. Vi immaginate Raiola che sceneggiate avrebbe fatto sul tema ?

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Tifoso del Napoli dai tempi del maestro Luis Vinicio, sognatore da sempre, fotografo mancato e strimpellatore convinto di strumento a sei corde, bancario fedele ultratrentennale, laureato in economia aziendale alla tenera età di 50 anni, sposato con prossima vista sulle nozze d’argento con due figli parimenti tifosi del Napoli sin dalla nascita, provo a seguire gli insegnamenti del Cristo Gesù e di tanto in tanto mi cimento a parlare di pallone… ma solo a mente fredda. Non odio la Juventus, mi limito solo ad evitarla scrupolosamente per non cadere in tentazione! Saluto di solito con “Pace e Bene”… e qualcuno recentemente mi ha apostrofato proprio così, “Andrea Pace e Bene”. Mi sembra una buona idea per il mio nick name da provetto blogger azzurro. Andrea P&B.

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