L’antijuve torna a Milano carica ‘e meraviglie

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Manca poco. Meno di una settimana. Portate pazienza. Poi il massimo campionato, quello che ha visto protagonista assoluto il nostro amato Napoli (ad agosto scorso pronosticato quinto, e mo’ al traguardo primo assoluto*), chiuderà i battenti.
*= tra le squadre oneste, ovviamente.
La 35esima giornata è cosa fatta. Sta già tutta scritta, negli annali, così come nelle pagine dei quotidiani sportivi.
Gli azzurri hanno sfoderato una prestazione superlativa, affrontando e vincendo, più di fioretto che di sciabola, la squadra della Cina nerazzurra. Il risultato finale di 4-1 va persino stretto al Napoli, tanto è apparso netto il divario in campo tra i prodi partenopei e gli improbi nerazzurri.
Nientmen’ che l’hann fatt’ turná a Milan’ carc’ e maraviglia. Mister Spalletti, spogliato di tutti i suoi accenti filosofici, è rimast’ ancor’ fin’ a stammatin’ rint’ o’ spogliatoio con lo sguardo perso nel vuoto delle docce. Di tanto in tanto sembra come riprendersi, s’illumina, si guarda intorno, con timore balbetta qualche parola: “o’ pallon’… uanemropriatorio, e chi l’ha vist ?”.
Come il Napoli, nel penultimo turno, hanno vinto l’Udinese, l’Empoli, il Parma ed il Milan. Hanno invece colto il pareggio Sassuolo e Roma, Chievo e Samp, Genoa e Cagliari, Rubentus ed Atalanta, Lazio e Bologna.
L’Udinese si è ripetuta a distanza di una settimana. Dopo aver rifilato tre gol al Frosinone, ne ha realizzati altrettanti contro la Spal. Primo tempo da antologia o quasi per i friulani e da incubo per gli emiliani. Al 45esimo, tre a zero, con tre assist di De Paul (Giuntoli, se mi leggi, fammi un favore: vedi di portarlo a Napoli) e tre gol di testa, due dei quali di Okaka. Ferraresi in bambola ed incapaci di contrastare le palle alte. Ripresa più in equilibrio con la Spal che quasi è riuscita a raggiungere il pari, realizzando due gol. Il risultato finale premia i bianconeri di casa, che hanno così conquistato la certezza di rimanere pure il prossimo anno in serie A.
Tra Genoa e Cagliari è finita in parità e di ciò hanno avuto modo di festeggiare solo i rossoblù sardi, mentre gli altri rossoblù, quelli liguri, hanno invece solo da sperare in altre e più importanti fortune per evitare di scivolare sonoramente in serie cadetta. Passati in vantaggio con l’ex Pavoletti, gli isolani hanno tenuto botta fino a pochi minuti dal fischio conclusivo, quando un rigore decretato dal VAR ha permesso al Genoa di pareggiare in extremis. Nelle ultime nove gare, la squadra di mister Prandelli ha raggranellato appena quattro punti, uno dei quali regalato qui a Napoli. Per domenica prossima è in programma uno scontro diretto in versione thriller contro la Fiorentina: biscottone con la crema o sfida all’ultimo sangue?
La febbre del sabato sera si è manifestata solo con un lieve, impercettibile raffreddore: lo zero a zero tra Sassuolo e Roma, nella serata preferita da John Travolta in discoteca, ha avuto tanto il sapore dell’ordinaria amministrazione. Liquidato De Rossi inopinatamente, la squadra giallorossa ha liquidato anche se stessa in questo finale di stagione. Per il prossimo anno, a meno di clamorosi sconvolgimenti nelle partite che contano nell’ultimo turno, la squadra capitolina dovrà accontentarsi di una sistemazione low cost nel calcio europeo, ovverosia l’Europa League. Per mister Ranieri il job è quasi al termine: sperava di raggiungere il quarto posto e la qualificazione in C.L. ma, obiettivamente, ha fatto forse il massimo risistemando un po’ l’assetto di gioco difensivo e poco più. I neroverdi di casa, certi della permanenza in serie A, hanno giocato invece con il pensiero fisso alle imminenti vacanze: infatti sono stati trovati sulla panchina e negli spogliatoi diversi cataloghi di viaggi tutti scarabocchiati. Mister De Zerbi, son convinto, il prossimo anno farà ancora meglio.
Il pari tra Chievo e Samp è da ricordare solo e soltanto per la standing ovation e la passarella riservata poco dopo la metà del secondo tempo a Pellissier che ha lasciato il tappeto verde ed il calcio giocato. Da 17 anni in maglia gialloblù, lo storico capitano ha ricevuto il giusto tributo da tutti gli attori in campo, terna arbitrale compresa, e da migliaia di tifosi sugli spalti che hanno urlato a gran voce il suo nome. Belle immagini e tanti lacrimoni d’emozione.
Vedendo Empoli-Torino mi sono proprio divertito. I blues toscani, alla terza vittoria di fila, hanno letteralmente asfaltato i granata con una gara fatta di tanta corsa, tanto sacrificio, tanta combattività, ma anche tanto bel gioco e buone individualità. Quattro su tutti hanno brillato in questa netta affermazione che ha gettato scompiglio nelle parti basse della classifica: il portiere Dragowski, il terzino destro Di Lorenzo, il centrocampista Bennacer e la mezzala Traorè. Per mister Mazzarri ed i suoi torelli il sogno europeo è rimandato all’anno prossimo. Forse. Invece per l’Empoli continua così il sogno salvezza: se domenica prossima riesce a battere chella band’ e music’ e l’Inter, la permanenza in serie A è fatta.
Permanenza nella massima serie che è ancora in bilico per la Fiorentina che ce la sta mettendo proprio tutta per farsi del male: ha perso le ultime quattro gare con lo stesso identico punteggio, senza riuscire a fare neanche un gol. La Viola ha ceduto il passo, forse con qualche recriminazione di troppo, al Parma in una gara cruciale per i destini di entrambe le squadre. I ducali, dal canto loro, con i tre punti raccolti assai fortunatamente, hanno festeggiato la salvezza acquisita con un turno di anticipo. Felice mister D’Aversa, in piena crisi di identità invece mister Montella che da quando è alla guida della Viola non è andato oltre un misero punticino. Ed ora si giocherá tutto nel turno finale contro il Genoa.
Della vittoria del Milan sul Frosinone non c’è molto da dire. I rossoneri, in classifica, hanno rosicchiato tre punti sui cugini nerazzurri e due punti sugli atalantini. Chissà se la squadra del boss a bordo campo riuscirà a coronare l’inseguimento a chi sta davanti in classifica per un posto nella coppa europea più prestigiosa. Da segnalare due pregevoli cose: la parata di Donnarumma che ha neutralizzato un rigore assegnato ai ciociari ed il gol realizzato su punizione da Suso, un vero capolavoro balistico.
Tra Rubentus ed Atalanta è finita para patt’ e pace con giochi, ricchi premi e cotillons. Non so se è stata partita vera o vera pastetta. Ai bergamaschi serviva un punto ed un punto è arrivato. Ai serpentini serviva invece non perdere nel solenne giorno della festa per l’addio di allegro Allegri, barzaglio Barzagli e, più in generale, del contegno. Ebbene si, anche il contegno ha dato il suo saluto finale quando sono cominciati gli effetti speciali nello stadium per l’ottavo titolo nazionale.
Anche tra Lazio e Bologna è finita col segno ics. Tanti gol da una parte e dall’altra. Quelli laziali sono stati tutti di pregevole fattura: meritano di essere rivisti su youtube. Fidatevi. Quelli bolognesi invece sono stati tutti realizzati grazie alla gentile collaborazione della difesa laziale. Il risultato di parità ha permesso ai felsinei di fare festa per la salvezza acquisita con un girone di ritorno eccezionale dopo un girone d’andata, targato mister Inzagone, fallimentare o quasi.
Del Napoli ho scritto poco? Meglio: al cospetto di un capolavoro d’arte si resta senza parole, come in estasi. E la vittoria dei partenopei contro gli interisti è stata proprio la realizzazione di un capolavoro. Bravi Mertens e Zielinski, bravissimo Fabian Ruiz, superlativo Koulibaly il migliore difensore del campionato. Eccezionale anche Insigne: il migliore in panchina a mangiarsi le unghie. Per tutti gli approfondimenti sulle prestazioni degli azzurri non perdetevi le pagelle strabilianti di Felice.
In carrozza. In carrozza, si parte. Si parte per l’ultima giornata. Salite, salite a bordo. Affrettatevi. Non mancate. La giostra poi si fermerà per qualche mese.
Forza Napoli sempre.
Andrea P&B.

UDINESE-SPAL 3-2
GENOA-CAGLIARI 1-1
SASSUOLO-ROMA 0-0
CHIEVO-SAMP 0-0
EMPOLI-TORINO 4-1
PARMA-FIORENTINA 1-0
MILAN-FROSINONE 2-0
NAPOLI-INTER 4-1
RUBENTUS-ATALANTA 1-1
LAZIO-BOLOGNA 3-3

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Tifoso del Napoli dai tempi del maestro Luis Vinicio, sognatore da sempre, fotografo mancato e strimpellatore convinto di strumento a sei corde, bancario fedele ultratrentennale, laureato in economia aziendale alla tenera età di 50 anni, sposato con prossima vista sulle nozze d’argento con due figli parimenti tifosi del Napoli sin dalla nascita, provo a seguire gli insegnamenti del Cristo Gesù e di tanto in tanto mi cimento a parlare di pallone… ma solo a mente fredda. Non odio la Juventus, mi limito solo ad evitarla scrupolosamente per non cadere in tentazione! Saluto di solito con “Pace e Bene”… e qualcuno recentemente mi ha apostrofato proprio così, “Andrea Pace e Bene”. Mi sembra una buona idea per il mio nick name da provetto blogger azzurro. Andrea P&B.

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