Che è… che è stato… che è succies? 31esima giornata

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Trentunesimo turno di campionato… fiiiiiiiuuu, fatto… avanti il prossimo… fiiiiiiiuuuu…
Il torneo sembra una catena di montaggio industriale, di immagini e gol… fuorigioco e corner… sostituzioni e rimesse laterali… pali ed espulsioni… sgambetti e colpi di testa… tattiche e strategie… moduli e catenacci… senza soluzione di continuità.
Si perde quasi la cognizione del tempo. Che giorno è oggi? Ieri chi ha giocato? E domani chi gioca? Come… stanno già giocando?
Che abbuffata di calcio, insomma. Sembra quasi che si disputino le stesse partite, come una sorta di continua ripetizione con squadre diverse. Un refrain senza freni. Come se Maradona, dio del football, tenesse un dito perennemente premuto sul tasto rewind. E poi si divertisse a premere, di tanto in tanto, anche il tasto play.

Sta di fatto che questo tourbillon pallonaro ci consegnerà a breve la squadra regina del torneo. Sarà di certo la Rubentus. Non può essere diversamente. Pur di dare un minimo di credibilità alla contesa nazionale, nell’ultima partita contro il Milan, persa malamente, ha addirittura pagato l’arbitro per farsi assegnare un rigore contro. Loro che sono abituati si a pagare, ma per farseli confezionare su misura i penalty… con gne gne Dybaluccio pronto a buttarsi a terra ad ogni minimo contatto. L’arbitro ha fatto un po’ di scena, ha chiesto la collaborazione dei quattro amici al Var, ha recitato a modo la parte ed ha fischiato calcio di rigore. Con le mani ha mimato il monitor, ma non ha mancato di fare un occhiolino a Bonucci, gaudente come non mai.

Il 31esimo turno di campionato è stata una giornata ricca, o quasi, di sorprese.
Il Napoli ha vinto… questa non è una sorpresa. Ha battuto i liguri gemellati. E meno male che c’era il gemellaggio: il Genoa ci ha reso la vita un tantino difficile, forse per 10/15 minuti ha cacciat’ pur’ tutt’ a scienz’… ma poi ha piegato il capo… ha alzato bandiera bianca, alla fine deponendo le armi negli spogliatoi. Vero è che i rossoblù sono in piena bagarre retrocessione e noi partenopei giochiamo queste partite per sfizio, ma mica il Napoli può vestirsi da Babbo Natale in pieno mese di luglio.
Del Napoli mi è piaciuto lo spirito combattivo e la qualità del palleggio, a tratti però troppo insistito. In gran forma Insigne, uomo ovunque. Finalmente i flussi benevoli della fascia di capitano stanno facendo effetto. Il Magnifico è il primo a ripiegare in difesa, il primo a costruire trame, il primo ad incoraggiare i compagni, il primo ad intendersi con il boss calabrese a bordo campo, il primo a correre e sudare, il primo a trascinare in avanti gli azzurri.
I gran gol di Mertens, troppo scugnizzo per larghi tratti del match, e di Lozano, meno timido del solito, sono solo il coronamento di un gioco armonioso che ha mostrato anche lampi di classe.
A Felice nun c’ piac’ o presep’ fuori stagione… a me, invece, questo lungo precampionato preludio dell’edizione 2020/21 del torneo, sta mostrando a che punto è il cantiere Napoli di mast’ Gennaro.
Detto del Napoli, vediamo cosa è accaduto nelle altre partite, giocate tra martedì e giovedì.
Dicevamo di una giornata ricca di sorprese… delle prime 4 in classifica, ha vinto la sola Atalanta. Una combinazione piuttosto strana a questo punto della stagione.

La Lazio, dopo la sonora batosta milanista del turno precedente, è partita col piede giusto giù in Salento: dopo 5 minuti era già in vantaggio ed ha persino rischiato di raddoppiare. Poi ha prevalso la maggior determinazione dei padroni di casa, in lotta per non retrocedere, che hanno ribaltato il punteggio con due perentori colpi di testa, e poi difeso strenuamente il vantaggio sino al fischio finale.
La Rubentus ha giocato, per circa 60 minuti, la sua miglior partita stagionale; peccato che poi per i restanti 30 minuti ha dimenticato del tutto o quasi il pallone. In vantaggio di 2 gol a San Siro, i serpentini hanno fatto incazzare Ibrahimovic che a un certo punto ha detto: “al mio via, scatenate l’inverno”. Tutti si son guardati un po’ imbarazzati. Forse voleva dire inferno, chissà… fatto sta che i galattici calciatori sarriani hanno subito la clamorosa rimonta rossonera, una valanga impetuosa che ha permesso di scaraventare nella porta dell’inebetito Szczęsny ben 4 palloni. In contanti. A me è sembrata una partita comunque… più recitata che giocata. Dell’arbitro ho già scritto su in cima. Della debacle improvvisa della difesa serpentina preferisco invece non scrivere. A pensar male si fa peccato… però a volte… insomma è quanto meno strana la Rubentus in versione double face. Vuoi vedere che Buffon si è giocata una scommessa delle sue, aumm aumm?
Fiorentina e Cagliari hanno pareggiato senza reti. Ed ho detto tutto.
L’Atalanta ha impiegato ben tre quarti di gara per domare la Samp. Ed ha avuto bisogno anche dell’aiutino: il corner dal quale è scaturito il primo gol è stato un regalo confezionato da arbitro e guardalinee. I bergamaschi, come contro il Napoli, ahinoi, ed il Cagliari, sono apparsi lontani dagli standard di brillantezza… e, nonostante ciò, hanno vinto ugualmente. I doriani hanno fatto una buona gara, almeno fino all’espulsione al 65esimo di mister Ranieri, che ha guidato i suoi con il solito aplomb british:”aaaaaaooooohhhhh dateje addosso, nun ve fate infinocchià dal Papu e dai chierichetti”.
Il Sassuolo fa suo il derby emiliano con una prova maiuscola. Berardi e compagni stanno attraversando un momento di forma super: nelle ultime 5 gare, 2 pari e 3 vittorie. I rossoblù di casa hanno avuto un’occasione propizia in avvio (traversa di Palacio), poi hanno sofferto il gioco sbarazzino della banda di mister De Zerbi, che con i 3 punti conquistati ha scavalcato in classifica proprio i bolognesi. Sorbole.
Il Torino ha liquidato il Brescia con una grossa dote di buona sorte. I lombardi, passati per primi in vantaggio, hanno avuto diverse occasioni da gol per incrementare il punteggio… ma gli attaccanti hanno sbagliato, e di parecchio, la mira. Nel secondo tempo, i granata sono rientrati dagli spogliatoi con la voglia di spaccare tutto e son riusciti a ribaltare il punteggio con determinazione. Stranamente ha brillato Verdi… passato da Napoli lo scorso anno per una lunga vacanza nel golfo.
La Roma ha meritatamente battuto il Parma. Il risultato avrebbe potuto essere più ampio, ma le parate straordinarie di Sepe hanno contenuto il passivo dei ducali, giunti alla quarta sconfitta di fila. Partita a senso unico o quasi, nonostante l’iniziale vantaggio dal penalty dei parmensi. I giallorossi, reduci da tre k.o., hanno imperversato a folate nella metà campo emiliana e, spesso, sono arrivati one to one con l’estremo difensore avversario. Il pacchetto arretrato degli ospiti, nella circostanza, è sembrato nu buon’ pacc’. Per Dzeko e compagni, dopo un periodo di appannamento, è ripresa la corsa ad un posto in Europa League.
L’Udinese ha mandato a segno tutti i suoi calciatori offensivi ed ha così messo alle corde la Spal. Con questa sconfitta, la 22esima da inizio torneo, i ferraresi dicono addio o quasi alla serie A. Infatti la quota salvezza è lontana 9 punti, un abisso a ben vedere. Sull’altra sponda, i friulani, in perfetto stile “mors tua vita mea”, con il successo pieno, si sono allontanati dalla zona calda e si ritrovano in classifica con 8 punti di vantaggio sulla terz’ultima.
Nell’ultima partita in programma, Verona ed Inter hanno regalato gol e spettacolo. Confronto molto fisico in tutte le zone del campo, con i nerazzurri dotati di maggior tasso tecnico ed i gialloblù armati di tanto agonismo. Confronto anche tra le panchine, dove i due mister, Juric e Conte, si sono beccati incuranti dei microfoni tv. Il risultato è più che giusto e premia la caparbietà dei veronesi più che la determinazione degli interisti.
Conclusa la 31esima giornata, siamo già proiettati al turno successivo. Il Napoli farà il turno di notte e si confronterà con il Milan.
#ForzaNapoli.
Andrea P&B.

Lecce-Lazio 2-1
Milan-Juve 4-2
Genoa-Napoli 1-2
Fiorentina-Cagliari 0-0
Atalanta-Samp 2-0
Bologna-Sassuolo 1-2
Torino-Brescia 3-1
Roma-Parma 2-1
Spal-Udinese 0-3
Verona-Inter 2-2

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Tifoso del Napoli dai tempi del maestro Luis Vinicio, sognatore da sempre, fotografo mancato e strimpellatore convinto di strumento a sei corde, bancario fedele ultratrentennale, laureato in economia aziendale alla tenera età di 50 anni, sposato con prossima vista sulle nozze d’argento con due figli parimenti tifosi del Napoli sin dalla nascita, provo a seguire gli insegnamenti del Cristo Gesù e di tanto in tanto mi cimento a parlare di pallone… ma solo a mente fredda. Non odio la Juventus, mi limito solo ad evitarla scrupolosamente per non cadere in tentazione! Saluto di solito con “Pace e Bene”… e qualcuno recentemente mi ha apostrofato proprio così, “Andrea Pace e Bene”. Mi sembra una buona idea per il mio nick name da provetto blogger azzurro. Andrea P&B.

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