Che è…Che è stat…Che è succies? 23esima giornata

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Che disastro.
Il Napoli senz’anima, l’arbitro disonesto e tutto quanto il resto.
Che disastro.
Se si è vinto con abbondante cazzimma contro la Juve, e dopo con smisurata sofferenza contro la Samp, non ci si può arrendere con così tanta insipienza contro il Lecce.
Che disastro. Che umiliazione.
Nei primi venti minuti di gara prima Milik, poi Zielinski, poi ancora Zielinski e Milik messi insieme hanno gettato alle ortiche tre ghiotte occasioni per fare uno, due, tre gol. E invece niente.
Che disastro. Che delusione.
Come in un film già visto, un film dell’orrore per intendersi, si è così materializzata la nona sconfitta per il Napoli da inizio torneo. La quinta da quando Gattuso ha sostituito Ancelotti in panca. La quinta, eh.
Che disastro. Che confusione.
Difesa colabrodo, con i centrali capaci di far arrivare chiunque in area di rigore, centrocampo sconclusionato e poco lucido nel fare filtro alla difesa ancor prima che fare gioco verso gli avanti, attacco molto più che spuntato e decisamente in giornata storta, guida tecnica che è sembrata confondere le idee ai giocatori con riassetti organizzativi forse poco equilibrati. Insomma ne è venuto fuori un perfetto mix, un combinato di incredibili nefandezze, fatto apposta per rovinarci un’altra domenica. Mmmmmmm…
E così, il Napoli è ritornato mestamente all’undicesimo posto in classifica.
Per ora l’Europa a vrimm’ sul’ a int’ o’ binocolo, meglio ancora… solament’ ncopp’ o libro e geografia. C’è assoluto bisogno di mettere fieno in cascina, conquistare punti al più presto. Pensiamo alla salvezza e basta. Già è assai. Cu chist’ chiar’ e lun’ nun s’ po’ penzà ad altro.

Qui di seguito il breve commento sulle altre partite della 23esima giornata. C’è chi ha giocato bene ed ha vinto, chi ha giocato male ed ha perso e c’è anche chi ha giocato così e così ed ha pareggiato.
Un paio di exploit ci sono stati, al netto del colpaccio del Lecce a Napoli.

Nell’anticipo del venerdì sera, la Roma ha subito la seconda sconfitta consecutiva di stampo emiliano. I giallorossi, con la partenza di Florenzi e l’infortunio di Zaniolo, son apparsi più che indeboliti a destra dello schieramento, dove Under e Santon sono sembrati come imbambolati di fronte alle scorribande di Barrow. Il neo acquisto bolognese, autore di una pregevole doppietta, ha goduto di tanta libertà e spazio per rendersi ripetutamente pericoloso. I capitolini, attesi sabato prossimo dallo scontro diretto contro l’Atalanta, negli ultimi tre turni hanno racimolato appena un punto. I felsinei, invece, hanno fatto addirittura filotto nelle ultime tre gare di campionato: nove punti su nove, per la gioia di Mihajlovic.
A Firenze, nel pomeriggio di sabato, l’Atalanta ha sconfitto i padroni di casa con pieno merito. I bergamaschi nel corso del primo tempo sono andati sotto nel punteggio quasi inaspettatamente, visto l’andamento del match prevalentemente di stampo bergamasco con il 67% di possesso palla. Nella ripresa poi gli atalantini hanno aggiustato il tiro e prima con Zapatone e poi con Malinovskij hanno ribaltato il risultato con la consueta organizzazione di gioco e l’estro di Ilicic e Gomez. La vittoria consente ai lombardi di accaparrarsi per il momento il quarto posto in classifica in completa solitudine.
Il Torino, con il subentrante Longo in panchina al posto di Mazzarri, ha perso malamente in casa contro la Samp, alimentando così la sua striscia di risultati negativi: quattro sconfitte di seguito e crisi conclamata. La squadra granata è apparsa, soprattutto nel secondo tempo, piuttosto in confusione: poche idee di gioco e, per giunta, anche sbagliate. Ne hanno approfittato così i doriani che, con Ramirez in gran spolvero (autore di una doppietta), e Quagliarella in stato di grazia (un gol ed un assist), hanno conquistato con merito i tre punti in palio. I liguri hanno fatto così un bel salto in avanti in graduatoria, avvicinandosi proprio ai piemontesi.
La Juventus è stata purtroppo (ovviamente, purtroppo è un eufemismo) sconfitta a Verona, dove, a quanto pare, anche la fortuna le ha voltato le spalle. I serpentini hanno colpito due pali della porta avversaria ed addirittura hanno subito un rigore decretato dal VAR per un fallo di mano: cose dell’altro mondo. Nonostante il vantaggio conseguito grazie ad una trovata di cierresettetè cucù tetè, con la capuzzella in stile geisha giapponese, i fenomeni di Sarri si sono piegati alla forza ed al cuore dei gialloblù veneti che hanno prima pareggiato e poi ribaltato il punteggio sulle ali dell’entusiasmo. Tanti fischi e pernacchi ai simpatici serpentini. Tanti applausi, invece, per i veronesi che hanno replicato la gran bella prestazione di metà settimana, quando gli scaligeri hanno fermato anche la Lazio, nel recupero della gara non giocata a dicembre scorso. Corsa scudetto riaperta? Può darsi. Sarri verso l’esonero? Può darsi. L’umore in casa serpentina non è dei migliori, anzi c’è tanto malcontento. Che peccato, eh?
Nella gara disputata all’ora del pranzo domenicale, il Sassuolo ha battuto in trasferta la Spal che è così rimasta all’ultimo posto in classifica. L’ennesimo derby emiliano della stagione è stato un match combattuto ma non bello. La squadra ferrarese è stata a lungo in vantaggio, poi per i neroverdi si è acceso l’estro di Boga che ha procurato un rigore per i suoi (trasformato in gol da Caputo) ed ha realizzato nel finale il gol vittoria. È stato esonerato mister Semplici che ha così pagato per tutti: 6 punti nelle ultime 10 partite giocate hanno determinato il destino del simpatico allenatore toscano.
Tra Brescia ed Udinese è finita in parità: De Paul al 93esimo risponde al vantaggio di Bisoli avvenuto una dozzina di minuti prima. Match molto equilibrato che ha regalato le maggiori emozioni solo nel finale. Sulla panchina bresciana ha fatto il suo esordio Diego Lopez, chiamato a sostituire Corini. I lombardi restano in penultima posizione mentre i friulani, dopo tre sconfitte consecutive, hanno mosso di un punto la classifica.
Il Genoa ha battuto, col minimo scarto ed il massimo sforzo, il Cagliari che da nove turni non coglie il successo pieno. La partita è stata caratterizzata da ben quattro infortuni. In seguito ad uno di questi è entrato Pandev che ha realizzato il gol vittoria per i liguri. Nel recupero Nainggolan ha colpito la traversa e Joao Pedro ha sbagliato il gol del pari. Il match è stato, in buona sostanza, equilibrato ed è stato deciso da un episodio che ha permesso ai padroni di cassa di raccogliere tre punti fondamentali nella lotta di fondo classifica.
La Lazio è passata anche a Parma, con una buona dose di fortuna ed un grosso aiuto da parte dell’arbitro, reo di non aver concesso un lapalissiano penalty ai padroni di casa (mi chiedo: ma il VAR, o la VAR che dir si voglia, esiste o non esiste?… e se esiste, a che serve?).
I biancazzurri sono apparsi meno tonici del solito e spesso hanno subito il predominio dei ducali che, tuttavia, non si è mai concretizzato in gol.
Con la sofferta vittoria in terra emiliana, i laziali si sono portati a solo un punto dal duo di testa e domenica prossima si troveranno ad affrontare proprio gli interisti, in un match rovente tra antagonisti dei serpentini.
Nel posticipo di domenica sera è andato in scena il derby milanese. Fuoco e fiamme per tutto il campo e per tutti i 90 e passa minuti di gioco. Tanti gol, tanto agonismo, tanti capovolgimenti di fronte, tanto calcio insomma. Ad un primo tempo di marca rossonera, finito in vantaggio per due a zero, ha fatto seguito un secondo tempo di predominio assoluto dei nerazzurri che hanno ribaltato con veemenza il punteggio, sfiorando diverse altre marcature.
Non so cosa abbia detto di preciso Gonde negli spogliatoi ai suoi giocatori, alla fine del primo tempo… ma qualsiasi cosa abbia detto, beh ha funzionato davvero alla grande.
Per il Milan, il solo Ibrahimovic, autore di un assist e di un gol, non è bastato. I rossoneri hanno offerto una buona prestazione solo nel primo tempo, spegnendosi del tutto nella ripresa.

Archiviata amaramente, per noi tifosi partenopei, anche la quarta giornata di ritorno, incombe imminente la coppa nazionale con le sfide proposte dalle semifinali.
Il Napoli è chiamato ad un pronto riscatto dopo la figuraccia rimediata in casa contro i gasatissimi salentini.
Si troverà di fronte, in terra straniera a Milano, Lukaku e Lautaro Martinez che già qualche settimana fa, in campionato, hanno imperversato in lungo ed in largo sul prato del San Paolo.
Incrociamo le dita, accavalliamo pure le gambe e facciamo pure le corna in modo apotropaico: necessita subito una prestazione convincente.
Domenica prossima poi il Napoli farà visita al Cagliari, in una gara che si prospetta non proprio agevole.
Riusciranno i nostri eroi a… ?
#ForzaNapoli.
Andrea P&B.

Roma-Bologna 2-3
Fiorentina-Atalanta 1-2
Torino-Samp 1-3
Verona-Juve 2-1
Spal-Sassuolo 1-2
Brescia-Udinese 1-1
Genoa-Cagliari 1-0
Napoli-Lecce 2-3
Parma-Lazio 0-1
Inter-Milan 4-2

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Tifoso del Napoli dai tempi del maestro Luis Vinicio, sognatore da sempre, fotografo mancato e strimpellatore convinto di strumento a sei corde, bancario fedele ultratrentennale, laureato in economia aziendale alla tenera età di 50 anni, sposato con prossima vista sulle nozze d’argento con due figli parimenti tifosi del Napoli sin dalla nascita, provo a seguire gli insegnamenti del Cristo Gesù e di tanto in tanto mi cimento a parlare di pallone… ma solo a mente fredda. Non odio la Juventus, mi limito solo ad evitarla scrupolosamente per non cadere in tentazione! Saluto di solito con “Pace e Bene”… e qualcuno recentemente mi ha apostrofato proprio così, “Andrea Pace e Bene”. Mi sembra una buona idea per il mio nick name da provetto blogger azzurro. Andrea P&B.

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